La salute è un diritto umano inaccessibile a un miliardo di individui. Le attuali disparità in materia di salute sono inaccettabili e rappresentano una violazione dei diritti umani. La DSC inserisce quindi le esigenze della sanità pubblica nei dibattiti politici sulla tutela dei diritti intellettuali e il perseguimento di strategie d’azione.

Nella linea di mira delle DSC

La DSC considera le attuali disparità in materia sanitaria delle inaccettabili violazioni dei diritti umani fondamentali. La sua azione si concentra dunque sulle necessità delle popolazioni più povere, che sono anche le più vulnerabili.

In linea con gli Obiettivi di sviluppo del Millennio definiti dalle Nazioni Unite, che mirano a dimezzare la povertà estrema entro il 2015, la DSC considera la salute un fattore determinante per lo sviluppo economico e sociale. A tale titolo, la salute si presenta come un fattore essenziale per migliorare la giustizia sociale, ridurre le iniquità e promuovere lo sviluppo sostenibile. Per questo, nel suo approccio al tema della salute la DSC pone l’accento sul buongoverno, l’autonomia delle collettività e degli utenti dei servizi sanitari e lo sviluppo di strutture mirate.

  • Consolidare i sistemi e i servizi sanitari
  • Controllare le maggiori malattie trasmissibili (HIV/AIDS, malaria e tubercolosi) ed integrare la lotta all'HIV/AIDS nella cooperazione internazionale
  • Migliorare la salute sessuale e riproduttiva, compresa la salute pediatrica e genesica

Contesto

La salute e i servizi sanitari non riguardano solamente i governi, ma anche le collettività. Per gestire le risorse in modo confacente ai bisogni sanitari e al benessere degli utenti, il consolidamento della gestione è un fattore essenziale sul quale la DSC concentra i suoi sforzi.

Ma questi risultati incoraggianti non devono nascondere altre realtà. Il divario tra la salute dei ricchi e dei poveri è sempre più profondo. La sanità pubblica di molti paesi si è notevolmente deteriorata. In diverse nazioni, malattie come l’AIDS, la malaria o la tubercolosi hanno decimato parte delle forze vive, e un miliardo di persone – poveri fra i poveri – è ancora privato di diritti fondamentali come dissetarsi senza rischi, nutrirsi a sufficienza, preservare la propria salute e disporre di impianti sanitari.

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